Il Fondo di Garanzia dell'INPS

L'ACCESSO AL FONDO DI GARANZIA DELL'INPS
Il  lavoratore non può chiedere il pagamento del TFR al fondo di garanzia Inps se prima non ha agito esecutivamente contro il datore di lavoro. ( ordinanza n. 9670/2019 ).
Quindi occorre ottenere una sentenza o un decreto ingiuntivo o un verbale di conciliazione per tentare l’esecuzione nei confronti del datore di lavoro. Ovviamente prima che venga dichiarato fallito. Il fallimento, infatti, impedisce ogni atto esecutivo.

Secondo le stesse istruzioni dell’INPS, il Fondo garantisce il pagamento dell'intero TFR nella misura in cui è accertato nell'ambito della procedura concorsuale o individuale aperta a carico del datore di lavoro.
I crediti di lavoro che possono essere corrisposti a carico del Fondo di garanzia sono quelli inerenti agli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro (tre mesi di calendario o l'arco di tempo compreso tra la data di cessazione del rapporto di lavoro e la stessa data del terzo mese precedente).
Tuttavia, per essere coperti dalla garanzia del Fondo, gli ultimi tre mesi devono rientrare nei 12 mesi che precedono i seguenti termini (articolo 2, comma 1, decreto legislativo 80/1992):

Possono essere posti a carico del Fondo solo i crediti di lavoro (diversi dal TFR) aventi natura di retribuzione propriamente detta, compresi i ratei di tredicesima e di altre mensilità aggiuntive (massimo tre ratei), nonché le somme dovute dal datore di lavoro a titolo di prestazioni di malattia e maternità. Invece, devono essere escluse l'indennità di preavviso, l'indennità per ferie non godute, l'indennità di malattia a carico dell'INPS che il datore di lavoro avrebbe dovuto anticipare.

Insieme al TFR vengono corrisposti gli interessi e la rivalutazione dalla data di cessazione del rapporto di lavoro fino alla data di effettivo adempimento, mentre sui crediti di lavoro il termine per gli interessi e la rivalutazione decorre dalla data della domanda sino a quella di effettivo adempimento.